Trap si sdraiò sul pavimento, fingendosi malato e incapace di muoversi. Lamentandosi disse: “Oh, caro Ermenegildo, potresti aiutarmi? Non riesco a muovere la zampa destra e sto soffrendo tanto. Mi faresti questo favore?”
Ermenegildo, che non era nuovo ai tranelli del gatto, lo guardò con sospetto. “Ma sei matto? Appena mi avvicino, mi darai una zampata e addio Ermenegildo!” rispose il topolino, ben consapevole del pericolo.
“Ma non vedi che non riesco a muovermi?” insistette il gatto, cercando di sembrare convincente. “Sono completamente bloccato.”
Il furbo topolino, però, non si lasciava ingannare facilmente. “No, non mi fido,” rispose deciso. “Ma se davvero hai bisogno di aiuto, posso chiamare dei rinforzi e proveremo ad aiutarti insieme.”
Così, Ermenegildo si allontanò e tornò poco dopo con quattro topi enormi, tutti robusti e determinati a soccorrere il gatto. Quando Trap vide avvicinarsi quel gruppo di topi così imponenti, si rese conto di aver sottovalutato la situazione. Preso dal panico, balzò in piedi all’istante e scappò via come un fulmine, scomparendo tra i cespugli e non facendosi mai più vedere.
Ermenegildo e i suoi amici si misero a ridere di gusto nel vedere il gatto furbacchione scappare a gambe levate. Da quel giorno, ogni volta che Trap vedeva Ermenegildo anche da lontano, cambiava subito strada per evitare sia lui che i suoi amici.
E così, Ermenegildo imparò che con un po’ di astuzia e l’aiuto degli amici, si possono sventare anche i piani più ingannevoli.
Morale della favola: Non sempre la furbizia è la strada migliore, soprattutto quando si sottovaluta l’intelligenza degli altri. Chiedere aiuto è la cosa giusta da fare oltre che la più sicura.