“Non ti preoccupare, ho tempo,” dissi. “Il padrone sta riposando e io ho 

tutto sotto controllo.                                                                   

Vedi, ho gli occhi come una parabola: girano al minimo movimento delle pecore e delle capre. Inizia pure, poi vedremo.”

“Allora, vediamo da dove comincio… dal camion o dal dirupo?” esclamò l’asinello.

“Ma comincia! Mi sembri un po’ lento,” gli risposi.

L’asino iniziò a raccontare: “Devi sapere che me ne stavo tranquillo a pascolare su un prato, a casa mia, cioè a casa di Rudi, il mio padrone e amico.

asinello nel campo

Tutto andava bene, finché non arrivarono due tizi sospetti.

asino con due uomini

 Si guardarono intorno, mi chiusero il muso con una corda e mi trascinarono su un camion.                                                                              

Ero disperato, calciavo e calciavo, ma loro erano veloci a schivare. Partimmo a tutta velocità, quasi mi ribaltai, e intanto sentivo Rudi urlare e imprecare. I due gaglioffi si allontanarono come avessero il fuoco alle calcagna.

asino con corda 2

 Da dietro, nel cassone dove mi avevano messo, sentivo che parlavano, cantavano e farneticavano di soldi. Io ero impaurito e incredulo.

Mi dicevo tra me e me:  ‘Ma cosa se ne fanno questi due di un asino? Io, più che aiutare Rudi ogni tanto, non ho mai fatto altro.’ Rudi mi tratta come un amico, mi parla anche se a volte non capisco cosa dice.

Ad un certo punto, sentii una gran frenata e quasi sbattei il muso contro la parete di legno. Eravamo fermi. Mi vennero a prendere, e io, come una pietra, non mi mossi.

Ma loro tiravano e spingevano. Con la zampa destra posteriore, mollai un calcione e feci rimbalzare uno dei due contro il cassone.                                                                  

Infuriato, iniziò a picchiarmi con un bastone, così mi lasciai trascinare fuori. Avevo ancora il muso legato, ma uno dei due fece lo sbaglio di togliermi quella specie di museruola.

Gli diedi un morso nella mano che, scommetto gli fa ancora male e poi con uno scatto  che nemmeno io sapevo di poter fare, mi liberai e cominciai a correre, finché non sentii più la terra sotto i piedi.                                                                    

Sono caduto da un dirupo, rotolando come una palla fino in fondo, ammaccato all’inverosimile. Tutto pieno di spine, mi tirai su e mi nascosi dietro a un cespuglio. I due sembravano impazziti, urlavano dandosi la colpa l’un l’altro.

Ho aspettato tanto tempo, poi venne il buio. Non ho mai dormito fuori; ho una stalla confortevole e calda. Invece mi trovai in un posto sconosciuto, al buio e al freddo, da solo, e ho pianto tanto, e non me ne vergogno.                                                                           

Poi finalmente il sole si è alzato e, piano piano, mi sono incamminato e sono arrivato qui. Mi sto ancora chiedendo cosa volessero fare di me quei due.”

asino con cane 1

Allora io, il cane Tobi, dissi: “Non saprei a volte gli umani sono proprio strani.

L’’asinello cominciò a ragliare disperato, finché non svegliò il mio padrone, che lo guardò meravigliato. Piano piano si avvicinò, lo scrutò e poi esclamò: “Ma tu sei l’asinello di Rudi! Cosa fai qui?”

E l’asinello rispose: “Vorrei saperlo anch’io!”

Nel mentre sentimmo il rombo di un camioncino, e chi salta giù? Ma  èRudi, che secondo me aveva sentito ragliare il suo asino. Ero quasi diventato sordo da quanto ragliava forte.

asinello contento con il padrone

 Fu una scena molto bella, perché appena l’asino si rese conto di chi c’era, si precipitò verso di lui. 

Sembrava quasi un cane: scodinzolava e lo leccava. Allora io, per non essere da meno, andai dal mio padrone e ricevetti un bel po’ di coccole anch’io.

Adesso, ogni tanto, l’asinello mi viene a trovare con Rudi e mi racconta cose che, secondo me, si inventa, ma io faccio finta di essere interessato e meravigliato. Potrebbe sembrare strano, ma noi due, così diversi, siamo diventati amici.