Il mattino seguente si svegliò pigramente, pensando subito al cibo. Nella sua zona c’era sempre tanto da mangiare, ma doveva stare attento, perché gli altri uccelli, più grandi e prepotenti, potevano fargli del male. Quella mattina, però, decise di avvicinarsi di più all’Albero Curioso. Si posò su un ramo, ma non accadde nulla. Allora, con coraggio, decise di entrare nel buco.

uccellino maschio sull'albero sull'albero

Appena dentro, sentì una leggera vibrazione e, con sua grande sorpresa, una voce squillante ma piacevole disse: “Finalmente sei venuto a trovarmi! Mi stavo quasi stancando di guardarti!”. Sorpreso, Zefiro fece un balzo e uscì dall’albero, esclamando: “Chi ha parlato?”.

vero albero curioso 2

“Ho parlato io”, rispose l’albero. “Speravo che venissi a stare da me. Ti ho osservato e mi piaci, sei tranquillo e non litighi mai con nessuno. Mi piacerebbe tanto farti compagnia.”

Un po’ timido ma felice, rispose: “Davvero vuoi che resti qui? Ma non sono solo, c’è anche la mia sorellina Betti.”

uccellina 2

“Lo so”, disse l’Albero Curioso, “ho visto Betti. E non vedo l’ora di avere due amici come voi.”

Così, Zefiro volò al suo nido e raccontò tutto a Betti, che si entusiasmò subito. Insieme, prepararono le loro cose e si trasferirono nel nuovo nido dentro l’Albero Curioso.

“Non ti dispiace se ti chiamo Curioso, vero?” chiese Zefiro.

“No, anzi, mi diverte molto”, rispose l’albero, cominciando a vibrare di contentezza.

Da quel giorno, l’Albero Curioso raccontava tante storie a Zefiro e Betti, che, euforica, non faceva altro che entrare e uscire, pensando a come sistemare il nuovo nido.

Il fratello, felice, ascoltava, certo di aver trovato un amico speciale e un nido perfetto per lui e sua sorella.