Corse via a gambe levate, e scommetto che la prossima volta sceglierà un altro posto!”
Nonno albero continuava a raccontare: “Un giorno, quando ero ancora un giovane albero, un bambino furbetto si arrampicò sui miei rami. Zitto zitto, si accovacciò tra le mie foglie. La sorella lo cercava disperata, e presto anche i genitori, increduli, iniziarono a chiamarlo ovunque. Io, che non volevo causare loro tanta preoccupazione, mossi delicatamente le fronde per avvertire il bambino. Ma lui non mi ascoltava. Allora decisi di scuotere i rami più forte, costringendolo a scendere. La ricerca finì con sollievo per tutti, tranne per il bimbo, che fu sgridato.
La ricerca finì con sollievo per tutti, tranne per il bimbo, che fu sgridato.
Prima di andare via, si voltò verso di me e, con un sorriso furbo, mi mandò un bacio con la mano.” Le leprotte, entusiaste dopo aver ascoltato i racconti del nonno albero, corsero veloci verso la tana. Ma non prima di aver salutato tutti e otto i giganti, promettendo che sarebbero tornate presto a trovarli