Mi chiamo Diva, e sono una gattina. Gli umani dicevano che sembravo una vera diva, per come mi sdraiavo e mettevo le zampine. La mia casa era una scatola di cartone davanti a un grande edificio, e mi piaceva la mia vita lì. Ogni giorno c’era qualcuno che mi portava del cibo e dell’acqua, e io mi sentivo libera di andare dove volevo.

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Un giorno, un ragazzo di nome Roberto mi ha presa e mi ha portata via da quel posto. Mi ha comprato una cuccia morbida e arancione con dei disegni di fette d’arancia. Ha anche preso una coperta calda per avvolgermi,e una ciotola dove mettere cibo e acqua. All’inizio ero confusa, ma ho sentito dire che non potevo più vivere là dove avevo vissuto fino allora. 

Mi ha portata dalla  sua  famiglia molto  premurosa dove ricevevo oltre ad abbondante e buon cibo anche tante coccole. Non stavo male, ma sentivo la mancanza della mia libertà. Un giorno, ho visto la porta del giardino aperta e sono andata via. Una voce molto preoccupata mi chiamava ma io stavo nascosta.Sarei stata benissimo in quella casa ma non era quello che volevo.

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Ho camminato per strade e campi, fino a che ho trovato un vecchio casolare. Lì c’erano tanti altri gatti, che correvano e giocavano felici. Ho capito che quel posto era la mia vera casa.

Ho imparato a procurarmi il cibo e l’acqua da sola. Ma la cosa più importante che ho imparato è che la libertà è il regalo più bello che si possa avere.

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