nonno Guglielmo e l'aquilone

 

C’era una volta un bambino di nome Giacomo , che custodiva un grande desiderio nel cuore: veder danzare nel blu il suo bellissimo aquilone. Quel tesoro di carta e bacchette non era un gioco qualunque; lo aveva costruito con infinita pazienza suo  nonno Guglielmo, intrecciando colori, colla e tanto amore.

Per molti giorni, però, il cielo era rimasto immobile e pigro. “Senza il soffio del vento, l’aquilone deve riposare,” diceva sempre il nonno con un sorriso. Ma un pomeriggio, appena uscito da scuola, Giacomo sentì un brivido fresco sulle guance e vide le foglie degli alberi rincorrersi sull’asfalto. Corse subito a casa gridando: “Nonno, nonno! Senti? Il vento è arrivato!”

Prima di andare al parco, nonno Guglielmo e Giacomo fecero una cosa molto speciale. Presero un piccolo pezzetto di carta e, con una grafia minuta che solo loro due potevano decifrare, scrissero un messaggio segreto:

Mi è volato via e lo regalo a te.  Giacomo

Legarono quel bigliettino con cura alla coda dell’aquilone. Giacomo lo stringeva forte: era felice che un altro bimbo potesse trovarlo se fosse andato perso, ma in fondo al cuore sperava di tenerlo stretto ancora per un po’.

Giacomo e l'aquilone 8

Al parco, l’aquilone prese il volo in un istante. Saliva sempre più su, muovendosi con la grazia di un uccello esotico tra le nuvole. Giacomo correva felice, sentendo la forza del vento tirare lo spago tra le sue piccole dita. Ma all’improvviso, una folata più audace delle altre, un soffio potente e improvviso, strappò la cordicella dalle mani del bambino.

Incredulo, Giacomo alzò gli occhi. Vide il suo aquilone allontanarsi, diventare un puntino colorato e poi scomparire oltre l’orizzonte, inghiottito dall’azzurro. Le lacrime iniziarono a rigargli il volto: “Nonno, è andato via per sempre!” singhiozzò.

disegno

Il nonno lo prese per mano e lo strinse a sé. “Non essere triste, Giacomo,” gli sussurrò con dolcezza. “Ricordi cosa abbiamo scritto sul bigliettino? In questo momento il vento sta portando il tuo regalo a un altro bambino, qualcuno che forse non ha mai visto un aquilone così bello. Tu hai giocato con lui, ora tocca a qualcun altro sorridere.”

l'acquilone

Giacomo si asciugò gli occhi. Immaginò un altro bambino, lontano da lì, che alzando lo sguardo avrebbe visto scendere dal cielo un aquilone colorato con un messaggio tutto per lui. Quel pensiero gli scaldò il cuore: la sua tristezza era diventata un regalo, e il vento, da quel giorno, non gli sembrò più un ladro, ma un postino gentile.

Giacomo e il nonno