Lia, la farfalla dalle ali molto luminose, faticò non poco a entrare. “Mìro,” disse posandosi su una pila di tappi sì tante cose che non hai più spazio per te stesso.”
Il topolino si guardò intorno e Iniziò a spostare i suoi tesori, valutandoli uno a uno. Capì che la maggior parte erano soloIl oggetti inutili che rubavano aria e luce.
Ma non voleva che la tana fosse completamente vuota, aveva bisogno di alcune piccole cose che lo avrebbero fatto sentire bene.
Tenne solo ciò che per lui aveva un valore profondo: un pezzetto di lana morbida per scaldarsi nelle notti di gelo, un guscio di noce levigato che usava come tazza per la rugiada e un piccolo sasso liscio, raccolto insieme a un amico, che gli ricordava il calore del sole.
Lia lo aiutò a disporre quegli oggetti con cura, creando piccoli spazi vuoti tra l’uno e l’altro.La farfalla disse:” Mìro, abbiamo fatto le pulizie di primavera ,non credi?” La tana, ora, non assomigliava più a un magazzino pieno di cose non più utili , ma ad una dimora. Quando Mìro si raggomitolò sul suo letto di lana, sentì per la prima volta il piacere di un ambiente che respirava. .
Non era povero, era semplicemente libero da cose che non gli servivano più .Finalmente la luce e l’aria potevano entrare nella sua tana accarezzandolo e rassicurandolo.