Nel cuore di un bosco incantato viveva Mamma Daino, il cui vero nome di specie era Dama dama. Quel bosco era stato la sua casa fin da quando era cucciola, e lo conosceva in ogni angolo. Sebbene fosse frequentato dai “Due Gambe così chiamava gli uomini  non c’era pericolo. Gli umani che lo attraversavano lo facevano per correre, pedalare o passeggiare in cerca di pace e del profumo degli alberi. Tuttavia, Mamma Daino era sempre all’erta e insegnava ai suoi piccoli a fare lo stesso: “Fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio”, diceva sempre.

     

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I suoi quattro cuccioli crescevano sani e curiosi. Ognuno aveva un nome buffo che rispecchiava la propria personalità: Tremolino, l’ultimo nato, ancora incerto sulle zampe; Palla, rotondo come una palla; Cerbi, con occhioni grandi da cerbiatta; e Stella, con una macchia a forma di stella sulla fronte. Ogni giorno iniziava con la ricerca di cibo e proseguiva con giochi, rincorse e qualche sgridata di Mamma Daino.

Un bel giorno di primavera, la famiglia decise di esplorare una zona del bosco vicina a un villaggio turistico, che d’inverno era deserto ma d’estate si riempiva di “Due Gambe”. “Non avvicinatevi mai a loro,” ammoniva Mamma Daino, “possono essere pericolosi.” Ma la curiosità, si sa, è più forte dell’obbedienza, specialmente nei cuccioli.

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Cerbi, sempre prudente, cercava di frenare i fratelli: “Mamma ha detto di non uscire dal bosco!”
Ma Palla, il più intraprendente, rispondeva: “Diamo solo un’occhiatina!”
E così, si avventurarono verso il bordo del bosco.

Quel giorno, mentre giocavano, notarono un cucciolo di Due Gambe inseguire un gattino tra gli alberi. Restarono immobili, osservandolo da lontano.

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 Il piccolo umano si addentrava sempre più nel bosco, senza accorgersi di essersi smarrito. Quando si rese conto di essere solo, si guardò intorno confuso e, preso dalla paura, cominciò a camminare nella direzione sbagliata.

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Mentre il sole calava e la luce si affievoliva, il bambino continuava a vagare senza trovare la via del ritorno. I cuccioli di daino, sempre silenziosi, lo seguivano da lontano, preoccupati. Alla fine, il piccolo umano scoppiò in un pianto disperato, e Stella suggerì di andare a cercare Mamma Daino per chiedere aiuto. Così, Cerbi e Tremolino corsero a chiamarla, mentre Palla e Stella rimasero a vegliare sul bambino.

 Nel frattempo, al villaggio, i genitori del bambino si erano accorti della sua scomparsa e, preoccupati, avevano chiesto aiuto. Il direttore del campeggio lo chiamava con l’altoparlante, mentre una squadra di persone si metteva a cercarlo, ma senza successo.

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Il piccolo umano, ormai stanco di piangere, si addormentò. I due cuccioli di daino, inteneriti, si avvicinarono per vegliare su di lui.

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 Quando il bambino, che si chiamava Oliver lo avevano scoperto dalle grida di chi lo cercava si svegliò, vide i piccoli daini intorno a sé. Sorrise, e Palla, curioso, si avvicinò annusandolo. Oliver allungò la mano e accarezzò dolcemente il muso di Palla, che trovò quella carezza sorprendentemente piacevole.

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 Nel frattempo, Mamma Daino, guidata dalle voci degli uomini, si era avvicinata facendo rumore per attirare la loro attenzione. Quando gli uomini la notarono, decisero di seguirla. Lei li condusse fino al punto in cui si trovava il piccolo Oliver, sano e salvo.

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La felicità dei genitori fu immensa e, tra baci e abbracci, rimproverarono affettuosamente il figlio per essersi allontanato, facendogli promettere che da quel momento in poi avrebbe ascoltato le loro raccomandazioni.

Per aiutarlo a comprendere l’importanza della responsabilità i genitori ,con l’aiuto del direttore ,stabilirono che Oliver avrebbe aiutato a tenere pulito il parco giochi del campeggio insieme agli addetti per il resto della vacanza,come forma di insegnamento dopo la disavventura nel bosco.

Mentre si allontanavano, Oliver si voltò un’ultima volta e vide, tra gli alberi, la famiglia di daini che lo aveva protetto. Mamma Daino, rivolta ai suoi cuccioli, disse: “Che questa sia una lezione per tutti voi: allontanarsi da ciò che è sicuro è estremamente serio e può comportare grandi rischi!”

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Da quel giorno, i piccoli daini impararono ad essere più prudenti e a rispettare le sagge parole della loro mamma, consapevoli che anche le avventure più belle possono nascondere pericoli se non si ascoltano i consigli di chi ci vuole bene.