Corse via a gambe levate, e scommetto che la prossima volta sceglierà un altro posto!”

otto giganti e il cagnolino

Nonno albero continuava a raccontare: “Un giorno, quando ero ancora un giovane albero, un bambino furbetto si arrampicò sui miei rami. Zitto zitto, si accovacciò tra le mie foglie. La sorella lo cercava disperata, e presto anche i genitori, increduli, iniziarono a chiamarlo ovunque. Io, che non volevo causare loro tanta preoccupazione, mossi delicatamente le fronde per avvertire il bambino. Ma lui non mi ascoltava. Allora decisi di scuotere i rami più forte, costringendolo a scendere. La ricerca finì con sollievo per tutti, tranne per il bimbo, che fu sgridato. 

otto giganti 5

La ricerca finì con sollievo per tutti, tranne per il bimbo, che fu sgridato. 

otto giganti 6

Prima di andare via, si voltò verso di me e, con un sorriso furbo, mi mandò un bacio con la mano.” Le leprotte, entusiaste dopo aver ascoltato i racconti del nonno albero, corsero veloci verso la tana. Ma non prima di aver salutato tutti e otto i giganti, promettendo che sarebbero tornate presto a trovarli