Primavera è la mia stagione,
mi diverto in ogni direzione!
Svolazzo tra gli alberi e i fili sospesi,
con il vento nei cieli distesi.
Mi chiamo Aria, sono una colombella,
dal bel portamento e mi sento bella.
Il nome me l’ha dato un bambino,
con il naso all’insù, guardandomi da vicino.
Disse: “Leggera come l’aria, lei vola!”
E da quel giorno adottai quel nome
Amo l’aria in ogni sua veste,
che sia dolce o che sia tempesta.
Un giorno, su un filo mi son posata,
e poco più in là una piuma è volata.
Era un colombo di gran portamento,
ma di parlare non aveva intento.
“Ciao,” dissi piano, avvicinandomi a lui,
“mi chiamo Aria, e chi sei tu?”
Lui si girò, con aria un po’ mesta,
“Mi chiamano Leo, ma io non mi chiamo mai, che festa!”
“Ma che spiritoso!” pensai divertita,
e cinguettando mi avvicinai divertita
Ma lui, sprezzante e un po’ arrogante,
mi prese in giro, tutto trionfante.
Le ali, diceva, non erano uguali,
e sulle zampe avevo simboli strani.
“Perfettino, basta, ti saluto qui,
ci vediamo l’anno del mai, arrivederci così!”
Mentre borbottavo tra me un po’ amareggiata,
un altro colombo volò verso di me e ne rimasi affascinata.
“Ciao, belle piume, come ti chiami?”
Che simpatia!Mi chiamo Aria e tu?!
Da allora siamo inseparabili, in volo e a terra,
tra canti e voli felici sulla terra.
Il suo nome è Checco, ed è il mio tesoro,
insieme voliamo, cinguettando in coro.
Il mio cuore è felice con Checco accanto.
Ogni tanto vedo Leo solo e vanitoso, fa piroette ma resta
orgoglioso. Nessuno lo guarda nessuno lo chiama, troppo
preso da sè non si accorege della sua fama , si guarda di
continuo credendosi uno schianto .
Se vedete un piccione solo, in alto o quaggiù,
sappiate: è Leo, da solo nel blu
Che cerca ciò che forse non esiste davvero,
ma con Checco, io ho trovato il mio cielo sincero.