Le due sorelle non sempre attendevano
a ciò che mamma lepre ripeteva spesso.
Una mattina, quando il sole sorgeva,
vicino al campo degli umani scendevano.
Lecil e Cecil pensavano, allegre,
di esser nascoste tra spighe belle e fiere.
Ma sopra il grano, due orecchie spuntavano,
e io, Orel, le trovavo e loro si arrabbiavano.
Sono un leprotto vivace e contento,
con due cuginette passo il mio tempo.
Viviamo in un luogo che è un vero incanto,
ma pericoloso, se sbagliamo un passo.
Lecil, distratta, sun un ramo passò ,
una trappola scattò e la zampa blocco.
Povera le,piangeva sconvolta
mentre gli uomini avanzavano uno alla volta.
Per fortuna la trappola non strinse del tutto, io e Cecil arrivammo di scatto. Con un bastone, facemmo forza, sollevammo il ferro e Lecil, via di corsa!
Scappammo veloci, come saette, Lecil zoppicava, ma fu fortunata.
Io e Cecil ci nascondemmo di fretta, lei in una buca, come una saetta.
Che brutta avventura, che spavento provammo!
Da quel giorno, attenti sempre restammo.
Lecil, guarita con cura amorevole,
zoppicava un po’, ma molto felice.
Mamma lepre le fece una ramanzina,
e per tutta l’estate, la punizione fu chiara:
aiutare in casa, senza mai fiatare,
così Lecil e Cecil non si poterono sbagliare
faccende di casa per tutta l’estate da sbrigare.