Piume si sentì subito allarmato e cercò con lo sguardo Nalli, ma l’airone era già scomparso. Tirò un sospiro di sollievo, ma la sua attenzione fu subito catturata da Trippi, che si mimetizzava perfettamente con il palo del telefono.
l cacciatore e il cane iniziarono ad avanzare nel campo, ignari di ciò che li aspettava. All’improvviso, come in una scena incredibile, Nalli riapparve, volando veloce verso il cacciatore, mentre Trippi si avventava sul cane.
Nalli beccava furiosamente la testa dell’uomo, mentre Trippi giocava d’astuzia con il cane, volando di qua e di là, schivando i suoi morsi e beccandolo con precisione. Era uno spettacolo mai visto: una poiana e un airone uniti per difendere la loro terra.
Il cacciatore e il cane, spaventati e confusi, fuggirono verso la macchina, tra improperi e abbaiate furiose. Con la coda tra le gambe, salirono a bordo e sparirono in un batter d’occhio. Trippi e Nalli, vittoriosi, si sollevarono in volo, danzando insieme nel cielo come in un girotondo di festa. Sembrava quasi che si ringraziassero a vicenda, e da quel giorno, volavano spesso insieme, come due amici inseparabili.
La notizia del loro coraggioso gesto si sparse presto, e il proprietario del campo decise di piantare un grande cartello che vietava la caccia. Da quel momento, il campo divenne un’oasi sicura per tutti gli uccelli della zona. Piume era felicissimo: ora, lui e i suoi amici potevano vivere senza paura.
E il bambino? Continuava a chiamare Trippi dalla finestra, e lei arrivava sempre, come per magia. Anche per Piume, quella scena aveva un che di incantato, e forse lo stesso pensava il bambino. Ah, dimenticavo, io sono Piume, e mi chiamano così perché non faccio altro che ammirare le piume degli altri uccelli: “Che belle piume ha quel fagiano, che splendide piume ha quella colomba!” E così è nato il mio nome.
E vissero tutti felici e contenti, sotto lo sguardo vigile di Trippi e Nalli, i protettori del cielo.